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Arcevia
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mwhaArcèvia [arˈt͡ʃɛvja]cite-ref-4[4] è un mwigcomune italiano di mwiw4 234 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkaprovincia di Ancona nelle mwkqMarche.
Contents
• Storia
• Origini
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musica
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Il territorio del comune di Arcevia giace in parte su una pendice di bassorilievi che si estendono da sud terminando pochi chilometri a nord vicino al confine comunale.
Sebbene gran parte del territorio comunale sia ricoperto dalla caratteristica "campagna marchigiana", a sud la cittadina si trova a confinare con i monti della "mwlgGola della Rossa", bassorilievi appenninici che si estendono per diversi chilometri a meridione anche in altri comuni adiacenti.
Si potrebbe definire il comune di Arcevia un primo spartiacque tra la campagna marchigiana, prevalentemente collinare che si estende per molti chilometri nell'entroterra partendo dal mare, e i primi monti dell'mwmaAppennino umbro-marchigiano, i quali, invece, cominciano ad attestarsi in modo massiccio oltre il comune di Arcevia procedendo a ovest verso mwmqFabriano e mwmgSassoferrato.
Storia
Prime attestazioni
Rocca Contrada è il nome medievale di Arcevia. Un mwnwmonte de la Rocca è ricordato in un documento del 1065, un mwoafundo de la Rocca in altro del 1130 e una mwoqRocha de Contrado nel 1147. Questi sono i documenti più antichi noti che attestano l'esistenza di un insediamento probabilmente già fortificato, comunque identificato da una rocca o fortezza, compreso nel comitato di mwogSenigallia, posto sulla sommità del Sasso Cischiano, sulle ultime propaggini dell'mwowAppennino marchigiano. L'atto del 1147 è di particolare interesse perché fornirebbe con l'appartenenza del castello a un signore di nome Contrado, forse dal mwpagermanico mwpqKonrad o dalla contrazione di mwpgConte rado, la spiegazione del nome composto Rocca Contrada.
Origini
Si può comunque ritenere che il primo nucleo abitativo di Arcevia sia sorto durante le mwqqinvasioni barbariche, per accogliere fuggitivi dalle devastate città romane, oramai in piena decadenza, di mwqgmwqwSuasa, mwramwrqOstra e mwrgmwrwSena Gallica l'odierna mwsaSenigallia.
Durante la mwsgdominazione longobarda questo abitato, per la sua posizione di controllo di importanti vie di comunicazione poste ai margini dei mwswterritori bizantini, può aver svolto funzioni di presidio militare. Nel suo territorio infatti confinava l'estremo nord del mwtaDucato di Spoleto con il mwtqgastaldato longobardo di mwtgNocera Umbra che comprendeva il mwtwMonte Sant'Angelo, Caudino, Costa e Civitalba. E forse proprio per questa sua posizione strategica Arcevia fu occupata dai mwuaFranchi e donata nel 754 da mwuqPipino il Breve a mwugpapa Stefano II, insieme ad altre località. Ai Franchi viene inoltre attribuita, per antica tradizione, l'intitolazione della chiesa arceviese di San Medardo, mwuwsanto venerato dal quel popolo, di cui è conservata una reliquia.
Età pontificia
Nel quadro della mwvgMarca Anconitana e dello mwvwStato Pontificio, l’assetto istituzionale cittadino conobbe in età moderna (XVI-XVIII secolo) una tendenza alla chiusura degli organi di governo. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come mwwanobiltà civicacite-ref-5[5].
L'origine del vecchio nome ed il cambiamento
Rocca Contrada, così il comune era inizialmente chiamato, poiché erano presenti due fortificazioni nel centro storico: "Rock Contrade"(che diede il nome) ed il "Cassero" (i resti ancora visibili al giardino G. Leopardi)cite-ref-6[6], posizionati rispettivamente a est e ovest dell'attuale palazzo comunale. Fu chiamata ufficialmente Arcevia (pronuncia arcèvia), con il mwzqtitolo di città, con mwzglettera apostolica del 16 settembre 1817 da mwzwpapa Pio VII. Il nome trae origine dai termini latini di mwaaarces e mwaqvia, col significato di "luogo fortificato".
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 9 giugno 1937.cite-ref-7[7]
«Di rosso, al
castello
turrito d'oro con base dello stesso, chiuso e finestrato di nero; al capo di porpora, a due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Città.»
La fortezza fa riferimento al precedente nome della località: Rocca Contrada. Il gonfalone concesso era di colore azzurro ma quello attualmente in uso è un drappo di bianco, riccamente decorato con ricami dorati.
Onorificenze
Arcevia è tra le mwdacittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la mwdqseconda guerra mondialecite-ref-8[8]:
Medaglia di bronzo al valor militare
Titolo di Città
«lettera apostolica di papa Pio VII»
—
16 settembre 1817
Monumenti e luoghi d'interesse
Arcevia è luogo di soggiorno estivo conosciuto sin dal mwiwXVI secolo. Arcevia è nota per la sua mwjarocca, la signoria dei mwjqChiavelli, di mwjgBraccio da Montone e mwjwFrancesco Sforza, ricordata come "Propugnaculum Ecclesiae", e conserva capolavori rinascimentali come il mwkamwkqPolittico di San Medardo e il mwkgBattesimo di Cristo di mwkwLuca Signorelli, opere di mwlaGiovanni, mwlqAndrea e fra Mattia della Robbia, e tra gli altri di mwlwSimone Cantarini, mwmaGiovanni Battista Salvi detto "Il Sassoferrato", mwmqClaudio Ridolfi, Francesco di Gentile, mwmwGherardo Cibo, mwnaErcole Ramazzani e suoi collaboratori, Cesare Conti, il mwngPomarancio e F. Silva e ancora mwnwEdgardo Mannucci, mwoaQuirino Ruggeri, mwoqBruno d'Arcevia, Giuseppe Gigli). Tra le chiese spicca mwogquella di San Medardo (rifatta nel 1634).
Architetture religiose
• mwpgCollegiata di San Medardo. È il monumento più importante della cittadina. Costruita nel XVII secolo su edificio medievale, conserva notevoli opere d'arte come i polittici di Luca Signorelli e ceramiche dei Della Robbia.
• mwqaChiesa di San Francesco. Sorge lungo corso Mazzini e venne eretta verso il 1275cite-ref-arceviaweb-it-9-0[9] per i frati mwrqfrancescani. Venne totalmente ricostruita in stile mwrgrococò nel 1750 dall'architetto e plasticatore Lorenzo Bossicite-ref-arceviaweb-it-9-1[9].
Architetture civili
Siti archeologici
Il territorio di Arcevia è ricco di testimonianze archeologiche, in particolare per la preistoria e protostoria, dal mwxgPaleolitico all'mwxwetà del bronzo e all'mwyaetà del ferro.cite-ref-11[11]
• Per il mwzwPaleolitico superiore (mw0aGravettiano – circa mw0q20 000-mw0g18 500 anni da oggi) si segnala il mw0wgiacimento di Ponte di Pietra, una stazione officina per la lavorazione della mw1aselce frequentata periodicamente da gruppi di cacciatori che erano soliti fabbricare qui i loro strumenti. Il ritrovamento di tracce di focolari e di buche di palo fa pensare a capanne di tipo leggero sostenute da piccoli pali di legno e con probabile copertura di pelli che costituivano accampamenti temporanei finalizzati all'approvvigionamento e alla lavorazione della selce. Le attività erano essenzialmente legate alla mw1qscheggiatura della selce e al ritocco dei manufatti per ricavarne strumenti utilizzati per la mw1wcaccia e altri impieghi ad essa connessi.cite-ref-12[12]
• A partire dal mw3qNeolitico si assiste alla nascita di villaggi stabili di agricoltori e allevatori, come il caso di mw3gCava Giacometti, un sito che ha conosciuto tre fasi insediative e culturali distinte risalenti al Neolitico finale, all'mw4aetà del rame e all'mw4qetà del bronzo. La prima fase di occupazione risale al Neolitico finale ed è caratterizzata soprattutto dalla produzione di recipienti in ceramica di uso domestico (pentole, contenitori, scodelle) e da un gran numero di manufatti in selce scheggiata per usi pratici e per la caccia.cite-ref-13[13]
• Rappresentativo di un aspetto dell'mw5wetà del rame nelle Marche è l'mw6ainsediamento di Conelle (circa III millennio a.C.), difeso da un fossato artificiale che ne sbarrava l'unico lato non protetto naturalmente. La presenza del fossato creato con finalità difensive e il rinvenimento dei primi esemplari di armi in selce scheggiata (pugnali e punte di lancia) rivelano la rottura delle relazioni pacifiche con le comunità vicine e l'insorgere di crescenti antagonismi generati dall'aumento dei beni da salvaguardare e dalla crescita del potere economico e sociale di alcuni individui o classi di individui. L'economia del villaggio era legata all'agricoltura e all'allevamento, anche se la caccia era ancora notevolmente praticata. Le attività artigianali erano assai diversificate. Ricca la produzione di recipienti in ceramica utilizzati per cuocere e contenere i cibi. La fabbricazione di strumenti in selce scheggiata era indirizzata a diversi scopi, non più esclusivamente pacifici, sia in ambito domestico sia per la caccia e per la guerra. Abbondante anche la produzione di strumenti in pietra levigata specifici per la lavorazione del legno (asce-martello forate) e di manufatti in osso e in corno di cervo che, come i pochi reperti metallici, presuppongono una mw6qspecializzazione del lavoro non più confinato all'ambito strettamente domestico, ma ormai di tipo artigianale e specializzato.cite-ref-14[14]
• Numerosi i rinvenimenti archeologici relativi all'mw7wetà del Bronzo (II millennio a.C.) che mostrano una più intensa occupazione del territorio. All'mw8aetà del bronzo finale è riferibile mw8ql'abitato d'altura di Monte Croce Guardia (XII-X secolo a.C.) composto da capanne con il fondo scavato nel terreno roccioso, la cui posizione elevata rivela una scelta strategica dovuta ad esigenze difensive. All'interno del villaggio si svolgevano attività produttive e artigianali specializzate. Oltre alla produzione della ceramica si assiste ad uno sviluppo dei manufatti in osso e corno di cervo e alla comparsa di oggetti in bronzo.cite-ref-15[15]
• Per l'mw-aetà del ferro risulta particolarmente rappresentata la fase finale della civiltà picena grazie alla ricca mw-qnecropoli gallica di Montefortino d'Arcevia (metà del IV-inizi del II secolo a.C.) che segna il trapasso alla fase di occupazione romana del territorio. Le tombe, contrassegnate da grosse pietre, erano del tipo a fossa rettangolare scavata nel terreno e contenevano la cassa lignea (della quale si sono conservati solo i chiodi di ferro) con il corpo del defunto. La tipologia e composizione dei corredi consente di definire il sesso e il ruolo sociale dei defunti. Numerosi sono i guerrieri con armi da offesa (spade, lance, giavellotti) e da difesa (elmi) di ferro e di bronzo di tipo celtico. Particolarmente ricche anche le tombe femminili appartenute a donne di rango elevato che si distinguono per la preziosità degli ornamenti in oro. Tra gli elementi di corredo molti sono gli oggetti di importazione dall'Etruria, dall'Italia meridionale e dalla Grecia che confermano la ricchezza di queste comunità celtiche. A breve distanza dalla necropoli sorgeva un luogo di culto in uso dal V secolo a.C. fino all'età romana che ha restituito oggetti votivi.cite-ref-16[16]
Società
Evoluzione demografica
Secondo i dati Istat dell'ultimo censimento 2021, la popolazione di Arcevia al 1º gennaio ammonta a 4 645 individui (2 342 femmine e 2 303 maschi).Abitanti censiticite-ref-17[17]
Lingue e dialetti
Il dialetto di Arcevia, a differenza di quello della vicina Pergola, non ha risentito di alcun influsso galloitalico, ma piuttosto costituisce l'estrema propaggine di un cuneo di penetrazione che dall'Umbria si dirige a nord. Pertanto, l'arceviese può essere ascritto ad un'area mista (o "grigia") di confine tra quella anconetana (o marchigiana centro-settentrionale) e quella maceratese-fermana-camerte (o marchigiana centro-meridionale), nonché a quella umbra orientale, e che comprende i comuni limitrofi di mwaqcSassoferrato e mwaqgFabriano. Nel dialetto più arcaico di Arcevia e delle sue frazioni, soprattutto quelle poste sul versante meridionale, compaiono contemporaneamente tre importanti caratteristiche dei dialetti centro-meridionali (va però evidenziato che al giorno d'oggi risultano in tutto o in parte regredite):
a) la mwaqometafonia, di tipo definibile - seppur erroneamente e solo per ragioni di comodità - come "napoletano", in base a cui per azione di "-u" ed "-i" finali, "é" ed "ó" toniche si chiudono in mwaqs"ì" ed mwaqw"ù" (mwaq0pilo "pelo", mwaq4munno "mondo"), mentre "è" ed "ò" si dittongano in mwaq8"ié" e mwara"uó" (tiémpo "tempo"mware, puórco "porco"); essa si differenzia perciò dalla metafonesi presente nella famiglia maceratese-fermana-camerte, che è di tipo "ciociaresco-arpinate", cioè senza dittongamenti, mentre concorda sorprendentemente con quella dell'area ascolana: occorre però chiarire che questa metafonia "napoletana" non può esser certo potuta giungere qui provenendo da Ascoli, ma piuttosto dovrebbe esser penetrata dall'altro versante appenninico, per influsso laziale settentrionale, specie viterbese e antico romanesco (infatti a Roma almeno fino al XVI secolo si diceva ancora mwariviecchio, castiello, muorto, cuorpo); oramai però la dittongazione metafonetica esiste solo tra le generazioni più anziane nel territorio arceviese che si estende verso Sassoferrato, oltre che a Murazzano e Montelago (frazioni di Sassoferrato), a Pierosara (frazione di Fabriano) e a Cerreto d'Esi (localmente detta mwarmCiaritu), in cui dittonga per "e" aperta (mwarqdifiéttu per "difetto", mwarutiémbu per "tempo", ecc.), ma è di tipo maceratese per "o" aperta (mwaryfaggiólu per "fagiolo", mwarcpócu per "poco", mwargqué pórti? per "che porti?", mwarkgunfiu come 'n róspu per "gonfio come un rospo", ecc.).
b) il passaggio da -ND- a -NN- (mwarsquanno per "quando"), nonché da -MB- a -MM- (mwarwgamma per "gamba") e da -LD- a -LL- (mwar0callo per "caldo"): per questi tratti, caratteristici di un po' tutto il dominio centromeridionale italiano, l'area in esame si trova all'estremo confine settentrionale;
c) la conversione della mwar8-i finale dei plurali maschili in mwasa-e. Quest'ultimo fenomeno è circoscritto nelle Marche solo ad Arcevia e a Sassoferrato, ma forse nel passato doveva essere vitale pure a Fabriano, mentre risulta più diffuso in Umbria, specie in un'area che comprende mwaseAssisi, mwasiPerugia, mwasmTodi ed mwasqOrvieto; tale tratto penetra poi fino al viterbese, al punto che un tempo era riscontrabile pure nel dialetto di mwasuCivitavecchia (mwasyRoma): per cui si avrà mwascpélo al singolare ma mwasgpìje al plurale, mwaskio metto, ma mwasotu mitte, mwassio vojo, tu vuoe, io béo, tu bìe, ordene, urdene, monte, munte, mwaswiére, campe, quije "quelli", ecc.
Al contrario, il centro in esame e quelli circostanti si trovano all'estremo confine meridionale del fenomeno della lenizione di "-t-" e "-c-" intervocalici: infatti ad Arcevia si ha mwas4miga, bugo per "mica, buco", a mwas8Sassoferrato mwatapegora, scortegà, cominciade, venede per "pecora, scorticare, cominciate, venite", e a mwateSerra San Quirico mwatifrighì per "bambini". In realtà bisognerebbe aggiungere che in un'area comprendente Fabriano, e poi nel maceratese mwatmCingoli, mwatqSan Severino Marche e mwatuCamerino, esistono, o sono esistite, zone in cui la "-t-" dei participi passati in -ato, -uto ed -ito si è dileguata, e ciò dev'essere verosimilmente accaduto dopo che essa ha subito la lenizione, cioè il passaggio a -d-, la quale è divenuta poi spirante: per cui si ha mwatymagnào per "mangiato", mwatccapìo per "capito", ecc.
Secondo il Balducci, tuttavia, il dialetto della moderna Arcevia, essendo sempre più influenzato dall'area jesina, sarebbe ormai da far rientrare in essa, mentre le frazioni arceviesi situate in direzione di Sassoferrato sono maggiormente conservative e pertanto definibili ancora come "fabrianesi".
Religione
Per la mwatsChiesa cattolica la maggior parte del comune appartiene alla mwatwdiocesi di Senigallia, mentre le parrocchie con sede nelle frazioni di Palazzo e mwat0Nidastore dipendono dalla mwat4diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e la frazione di mwat8Avacelli è soggetta all'mwauaarcidiocesi di Camerino-San Severino Marche.
Tradizioni e folclore
Dal 1984, Arcevia invia una sua delegazione a mwaumTredozio (mwauqFC) per partecipare alla mwauuDisfida dell'Uovo, nel corso dell'annuale gara di scoccetta pasquale. Ogni anno, durante l'ultimo fine settimana di settembre, si svolge la mwaucFesta dell'Uva, con sfilate di carri allegorici, Palio e stand enogastronomici. Vengono premiati il miglior carro, l'Associazione vincitrice del Palio e il miglior piatto povero tra quelli proposti dalle Associazioni che allestiscono gli stand enogastronomici.
Cultura
Operazione Arcevia
Tra il 1974 e il 1976, con il coordinamento dell'architetto mwauwIco Parisi, dell'imprenditore Italo Bartoletti e dei critici mwau0Enrico Crispolti e mwau4Pierre Restany, viene proposto il progetto mwau8Operazione Arcevia: la progettazione e la nascita di una comunità, che sarebbe dovuta sorgere in località Palazzo, unendo idee di pittori, scultori, architetti, di storici dell'arte, musicisti, scrittori, di psicologi e con il supporto delle istituzioni locali.cite-ref-18[18]
I contributi, tra gli altri, degli artisti mwavuArman, mwavyAlberto Burri, Nicola Carrino, mwavcMario Ceroli, mwavgCésar, Nato Frascà, mwavkJesús-Rafael Soto, mwavoFrancesco Somaini, del regista mwavsMichelangelo Antonioni, del musicista mwavwAldo Clementi, dello scrittore mwav0Tonino Guerra, del sociologo mwav4Aldo Ricci, vengono presentati, come opera d’arte in progetto, alla Biennale di Venezia del 1976.cite-ref-19[19]
Musica
Dal 1998 Arcevia ospita ogni estate i Seminari Estivi di Improvvisazione Arcevia Jazz Feast. Durante gli ultimi giorni del mese di luglio e i primi del mese di agosto, Arcevia si popola di musicisti di ogni età che arrivano da ogni parte d'Italia (e grazie alla cooperazione con il College of Music di Cape Town, dal Sudafrica) per frequentare lezioni con insegnanti internazionali, masterclass, laboratori e ogni sera partecipare a jam session e assistere ai concerti organizzati dall'Associazione Arcevia Jazz Feast, in un'atmosfera amichevole e festosa e nel clima fresco e ventilato del borgo.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 aprile 1988 | 1º luglio 1990 | Marisa Abbondanzieri | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 20 ] |
| 2 luglio 1990 | 23 aprile 1995 | Nazzareno Badiali | Centro-sinistra | Sindaco | [ 20 ] |
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Marisa Abbondanzieri | Centro-sinistra | Sindaco | [ 20 ] |
| 14 giugno 1999 | 13 giugno 2004 | Silvio Purgatori | Lista civica | Sindaco | [ 20 ] |
| 14 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Silvio Purgatori | Lista civica | Sindaco | [ 20 ] |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Andrea Bomprezzi | Arcevia città aperta | Sindaco | [ 20 ] |
| 25 maggio 2014 | 25 maggio 2019 | Andrea Bomprezzi | Arcevia città aperta | Sindaco | [ 20 ] |
| 26 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Dario Perticaroli | Arcevia città futura | Sindaco | [ 20 ] |
| 10 giugno 2024 | in carica | Marisa Abbondanzieri | Comunità Insieme | Sindaco | [ 20 ] |
Gemellaggi
Sport
Calcio
La squadra di calcio è l'Avis Arcevia 1964 dai colori sociali biancorossi che milita in mwazySeconda Categoria. L'Avis Arcevia di calcio a 5 invece gioca in Serie C2 e disputa le proprie partite casalinghe presso la palestra di mwazcCastelleone di Suasa.
È presente un vasto campo calcistico, situato sotto al campo di mwazkbowling.
Note
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwabmmwabqmwabuTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwabymwabcPDF), in mwabgciterefmwabkLeggemwabo mwabs26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwabwAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwab0 151. mwab4URL consultato il 25 aprile 2012 mwab8(archiviato dall'mwacaurl originale il 1º gennaio 2017).
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Bibliografia
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• Gaia Pignocchi, Mara Silvestrini, Il Museo Archeologico di Arcevia e i siti sul territorio, (Gli Scrignimwale – Guide al Patrimonio artistico delle Marche), Pescara, Carsa Edizioni, 2002. ISBN 88-501-0042-6.
• P. Santini, mwalqArcevia. Nuovo itinerario nella Storia e nell'Arte.
• mwalyIl dialetto di Arcevia (Ancona) – Giovanni Crocioni – Roma – ERMANNO LOESCHER & C.- 1906.
Voci correlate
• mwaloNidastore
• mwal4Teatro Misa
• mwamiMonte Sant'Angelo (Marche)
• mwamqEccidio di Monte Sant'Angelo
• mwamgPolittico di Arcevia
• mwamwValle del Misa
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